Mi sento offesa e so che non dovrei.

Mi sento offesa e so che non dovrei, ma in questo momento sento lo stomaco in subbuglio ed ho imparato dai miei errori.

Se lo stomaco si stringe e ti viene voglia di urlare devi trovare un modo per incanalare quell’energia, nel mio caso la soluzione è scrivere.

La frase che ha scaturito tutto è stata:

“Vogliono lavorare tutte come social media manager, perché non vogliono fare fatica. Sono persone pigre che non sanno cosa significhi sporcarsi le mani per guadagnarsi da vivere.”

La persona, che per praticità narrativa chiameremo Pina, cercava il mio sostegno della sua idea. La fortuna è stata che eravamo per chat ed ho avuto il tempo di metabolizzare prima di rispondere.

La Pina fa un lavoro diverso dal mio, il suo è un lavoro pratico di “quelli che lavorano sul serio”, peccato che la Pina cercasse consigli per come ottimizzare il suo tempo ed avere un calendario editoriale.

Consigli gratis ovviamente.

Lo vedi anche tu il mio occhio traballante?

Questo mio lavoro che molti sminuiscono è fatto di fatica, certo non sono un operaio che sta ore ed ore sotto al sole ad agosto per aggiustare i tubi.

Il mio impegno, le ore di studio notturno, il tempo sottratto alla famiglia ed ai divertimenti valgono meno?

Perché sto 12/14 ore al computer, non posso essere una lavoratrice vera e posso essere considerata una pigra?

Perché creo e scrivo plasmando la mia personalità per capire il tono di voce di ogni cliente, non posso essere una lavoratrice vera e posso essere considerata una pigra?

Perché insegno ad altre donne come curare la comunicazione online da sole, non posso essere una lavoratrice vera e posso essere considerata una pigra?

Io non lo so quando abbiamo iniziato a farci la guerra, temo non finiremo mai. Da parte mia ho deciso che non posso più accettare che la mia attività imprenditoriale (spoiler sì, anche una social media manager è un imprenditrice) sia considerata da pigra.

Così giusto per puntualizzare non ho più tempo libero di un impiegata, di un artigiana, di una commessa. Non ho una casa impeccabile perché lavoro da casa. Ah si, non posso avere figli e nonostante questo non ho mille ore di svago.

Mentre butto giù questi pensieri, ho il dubbio se pubblicare o meno questi pensieri.

L’indecisione non è una mia caratteristica, sono una persona che prende decisioni tutto il giorno per gli altri oltre che per sé stessa.

Pubblicherò e credo continuerò ad approfondire l’argomento nei prossimi mesi, perché ora basta.

Non voglio più sentirmi offesa.

L’ho già scritto diverse volte, ma questa non è un guerra.

Lavorare da dipendente, libera professionista, artigiana e via scorrendo sono tutte attività di uguale impegno e valore.

Io non sono migliore di Pina e lei non è migliore di me. Siamo uguali e come io pago il tuo lavoro manuale ti chiederò di pagare la mia fattura quando avrai bisogno della mia consulenza.

Anna

Imprenditrice Socialcosami.

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