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Corso di podcast – il cerchio si chiude

Sono sul treno del ritorno verso casa, mi sto domandando se sarò in grado di trovare le giuste parole per raccontarti questo fine settimana.

Non sono sicura di riuscire a trasmetterti tutto quello che ho provato e condiviso in 72h, ma dalla prima pillola racconto sul corso di podcast ti ho promesso che l’avrei fatto e saremmo arrivati insieme alla fine di quest’avventura.

Biglietti del treno comprati ad ottobre, lista delle cose necessarie per il viaggio controllate ennemilavolte, agitazione ed ansia da prestazione già pronte sulla porta di casa. Questo weekend non è solo un’esperienza professionale alla fine del quale avremo l’inizio della seconda stagione del “Non fare l’opossum” per me è molto di più: è l’occasione per non farlo l’opossum!

L’occasione per passare del tempo con persone che non conosco ed ho sempre visto solo attraverso lo schermo del pc durante i vari incontri, l’occasione per mettere alla prova il mio lato più introverso e timido: insomma è una partita a scacchi con me stessa, con l’obbligo di non barare.

Ti risparmio la tiritera dei treni in ritardo perché è scontato come l’acqua che bagna, quello che conta è che venerdì sera sia arrivata a Reggio Emilia ed una volta sistemata in albergo ho aspettato l’orario per vederci con Rossella per andare a cena insieme. Una delle mie compagne di corso è stata male e non ci sarà cosi ci troviamo io e Caterina nella hall dell’albergo ad aspettare la nostra super insegnante e qui ricevo quello che è per me il primo dono di questo finesettimana.

Caterina ed io iniziamo a chiacchierare e nel giro di pochi minuti siamo già sulla stessa lunghezza d’onda, ci siamo raccontate mezza vita (con i suoi alti e bassi) durante queste giornate a e non sono state solo chiacchiere “sul tempo e sui gattini”: ho avuto l’occasione di passare del tempo di qualità con una persona non solo estremamente gentile e delicata ma anche molto arguta, stimolante ed attenta.

Se l’esperienza si fosse fermata qui, sarei già stata felice così.

Sabato mattina si va in studio, andiamo con il bolide di Caterina mentre Rossella passa a prendere in stazione il resto della ciurma del podcast, ci ritroviamo tutti a destinazione: Caterina, Emanuela, Michele ed io capitanati da Rossella.

Uno alla volta entriamo per registrare, c’è un’aria elettrica e siamo tutti un po’ agitati, è anche la prima volta che ognuno di noi sente il risultato di quelle settimane di scrittura e lavoro.

30 minuti durante i quali ho registrato la nuova sigla, il trailer e la prima puntata: mi sono sembrati eterni ed in contemporanea brevissimi.

Finito il mio turno ho ripreso a respirare (letteralmente) incredula di essere davvero lì e di stare facendo un’esperienza che non avrei mai pensato di poter fare a solo un anno dall’uscita del podcast.

Durante la pausa iniziamo tutti a scioglierci un po’ ed a prendere confidenza gli uni con gli altri, quando mi trovo a fare qualcuna delle mie battute ironiche capisco che sono a casa.

Arriva il secondo dono: riesco ad essere Anna senza paura del giudizio su quella che sono, senza dovermi mostrare per forza performante o super intelligente. Per alcune persone sembrerà un’assurdità e lo coprendo, per me liberarmi della maschera della persona “che gli altri si aspettano di vedere” significa aver raggiunto il mio obiettivo più grande per quest’anno.

Il pomeriggio si monta come dei disperati (avrei bisogno di un audio di Michele per rendere bene il tono di quel “disperati”): testa a cuocere sulle tracce ognuno con il suo progetto ma tutti uniti dall’impegno.

Tra risate e silenzi concentrati la giornata arriva alla fine, tiriamo su le teste che sono le 19 giusto in tempo per uno spritz tutti insieme e ricevere i regali di Rossella pensati e personalizzati per ognuno di noi.

Nuova serata e continua il tour enograstronomico by Rossella Pivanti: tra una pizza, uno gnocco fritto ed i tortelli ci scambiamo esperienze di vita e di lavoro che custodirò sempre come un grande momento di confronto ed arricchimento.

Domenica mattina quando suona la sveglia sono sfranta, sarà che non ho la tensione del giorno prima durante il quale abbiamo lavorato già tantissimo così mi butto in doccia mi piazzo una maschera in viso (perché sfranta ok ma almeno presentabile) e sistemo la valigia. Colazione con Caterina continuando con i nostri racconti personali tra il tragico ed il comico e via per l’ultimo giorno di montaggio.

Ognuno sul proprio progetto ma uniti dall’obiettivo di realizzare un prodotto che ci rappresenti e che porti il nostro messaggio ed i nostri valori nelle orecchie di quante più persone possibili.

La collaborazione ed il sostegno sono dalla prima lezione il punto di forza di questo corso ed in questi giorni in presenza sono stati fondamentali per non farci scoraggiare quando le tracce sparivano o le cuffie non funzionavano.

Vorrei avessi vissuto con me la forza e l’ironia di Michele, la vitalità e l’entusiasmo di Emanuela, l’intraprendenza e la spontaneità di Caterina ed infine, non per importanza, l’energia e la fiducia che trasmette Rossella.

Il racconto di questo corso di podcast non è nato per dirti cosa abbiamo fatto tecnicamente, lo scopo è sempre stato condividere un’evoluzione personale che ti faccia capire che abbiamo tutte le potenzialità per cambiare strada ed affrontare sfide che ci sembrano impossibili.

Il corso di podcast è stato un mezzo per raggiungere un obiettivo più grande, spero che di esserti riuscita a trasmettere tutte le evoluzioni ed emozioni di questa meravigliosa avventura.

Il cerchio si chiude, il trailer della nuova stagione lo trovi qui sotto.

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